Occlusione dentale e bruxismo come sistemi adattativi

Occlusione dentale e bruxismo come sistemi adattativi – L’articolazione temporo-mandibolare(ATM) è il giunto articolare simmetrico che mantiene la mandibola (la parte mobile delle ossa facciali) sospesa al cranio, permettendo quella libertà di movimento che consente di masticare, parlare, esprimersi. 

Tali movimenti sono resi possibili da una muscolatura cranio-mandibolare che, ancorata alla parte fissa delle ossa craniali, può governare con simmetrica coordinazione la mobilità della mandibola proprio attraverso il giunto articolare.      

La naturale e continua dinamica della bocca va ad occupare la grandissima parte delle funzioni articolari, ma durante tali attività essa si interrompe per 1-2 secondi e ogni 1-2 minuti per consentire il riflesso della deglutizione. In tale riflesso, un preciso coordinamento muscolare rende possibile un ancoraggio della mandibola alla parte superiore fissa del massiccio facciale.    

In occasione di tale evento, si realizza un contatto stretto tra le arcate dentarie inferiore e superiore, un ingranaggio che corrisponde alla occlusione dentale.    

Subito dopo l’atto deglutitorio il blocco della mandibola viene normalmente e prontamente azzerato da un riflesso neuro-muscolare inibitorio. 

Occlusione dentale come dinamica posturale                  

L’occlusione dentale è quindi il rapporto che si instaura tra i piani delle due arcate dentarie ed è inevitabilmente legato alla forma ed alla posizione dei denti. 

È importante considerare che la forma, la disposizione e la disponibilità dei denti è un risultato di un caos posturale che si modifica nel tempo a partire dalla prima dentizione e prosegue in una sua naturale evoluzione, comprendendo eventualmente interventi terapeutici e riabilitativi.                

In una evoluzione caotica di una postura, questa può essere definita “normale” quando garantisce una funzione efficiente adattandosi alle diverse prestazioni con un dispendio energetico ottimizzato. ottimizzato. Una occlusione dentale “normale” è quindi definibile come “adattamento posturale progettuale ed evolutivo” che possa garantire una masticazione efficiente, una fonazione ben modulata ed una deglutizione indisturbata.

 Alla espressione di tutte queste funzioni è intimamente connessa la dinamica posturale linguale, già fondamentale nella suzione del neonato e nello svezzamento, correlandosi poi alla eruzione dei denti e inserendosi quindi nella dinamica posturale dei vari movimenti della ATM.

Dinamica posturale occlusale e sistema uomo

La efficienza di una buona, ovvero normale, occlusione dentale è relazionata con molteplici fattori che sono in gioco nella regolazione posturale sistemica, ad esempio la funzione visiva e l’appoggio podalico.                         

Ma nella dinamica posturale occlusale risulta oltremodo fondamentale anche la integrazione con le risposte funzionali che i diversi sistemi (nervoso centrale, periferico, neurovegetativo e sistemi viscerali) attuano ininterrottamente nella elaborazione dei vari input sensoriali.

Dobbiamo, infatti, ricordare che ogni espressione comportamentale del sistema uomo è il risultato di una capacità di auto-organizzazione funzionale-strutturale nella quale convergono le disponibilità di tutti i componenti del sistema stesso nella sua continua integrazione con l’ambiente.

Pertanto, un “adattamento posturale progettuale evolutivo” della occlusione significa anche connessione reciproca e indissociabile con la compatibilità progettuale sistemica delle varie informazioni-segnale, che alimentano costantemente la auto-organizzazione adattativa del sistema uomo. 

La modulazione sostenuta da tali informazioni-segnale è tanto significativa da variare costantemente le funzioni nervose, endocrine, immunitarie e neurovegetative.

Inoltre, è tanto intima da poter condizionare la potenzialità gestuale e la finalizzazione degli atti motori in qualunque espressione bio-dinamica e bio-meccanica del sistema.

Sinergia delle informazioni-segnale EBA

Tra le infinite informazioni-segnale appare, ben evidenziata dal metodo QuEBA, la fondamentale importanza della sinergia delle informazioni EBA (Emozioni, Batteri, Alimenti) la cui interpretazione, con opportuni test, consente di avvicinarsi alla fase evolutiva comportamentale dell’intero sistema e della occlusione.

L’effetto sinergico delle informazioni EBA va a riverberarsi nei sistemi nervosoendocrino e immunitario che modulano e rimodulano espressioni comportamentali globali tra cui le espressioni posturali, gestuali e le esplicazioni di atti motori finalizzati (PGA).

Tali espressioni potranno manifestarsi proprio anche nella dinamica posturale occlusale.

QuEBA nel serramento-bruxismo

Una particolare attenzione merita il serramento-bruxismo, diurno e/o notturno, come funzione perturbatrice della occlusione dentale.                                    

Riprendendo il concetto di occlusione come espressione comportamentale di adattamento posturale progettuale evolutivo, la funzione serramento-bruxismo va osservata e considerata anche come espressione meccanica adattativa ovvero una auto-organizzazione adattativa del sistema uomo ad una necessità non cosciente.

Molte valutazioni sono rivolte in direzioni psico-emotive, in cui le inespressioni emozionali diventano protagoniste di coreografie meccaniche di forte stress sulla ATM e sui denti, con scomparsa dei normali riflessi neuro-muscolari inibitori del contatto dentario. 

Nel suo esplicarsi, la espressione bio-meccanica del serramento-bruxismo entra in connessione, attraverso vie neurovegetative, con i sistemi neuro-endocrino-immunitari, creando successive variabili di comportamenti in ambiti non solo meccanici, ma anche viscerali.                                           

Pertanto, il mantenimento dello stress meccanico è un comportamento che si accompagna a stati di espressioni disfunzionali in una circolarità viscero-somatica di afferenze ed efferenze riverberanti.

Convenzionalmente, si ritiene importante l’applicazione di dispositivi (placche) al fine di proteggere dalla usura sia i denti che la ATM.     

Tuttavia, considerando le suddette connessioni funzionali, risultano essere fondamentali le pre-informazioni-segnale EBA (emozioni, batteri, alimenti) che hanno portato alla costruzione cognitiva non cosciente di una dinamica occlusale di serramento-bruxismo.                              

Appare quindi quanto sia opportuno, attraverso i test QuEBA, rimodulare quella pre-informazione EBAaffinché sia più pertinente e condizionante nella finalizzazione di una dinamica posturaleocclusale meno disturbante. 

Connessioni vago-trigemino

Una ipotetica via di correlazione sistemica tra dinamica posturale occlusale e funzioni viscerali sistemiche sembra trovare la propria emergenza attraverso la simbiosi tra sistema vagale e alcuni nervi cranici, con particolare riferimento al nervo trigemino.  

Dalle ricerche di Porges, viene convalidata, nella sua “teoria polivagale”, la intima connessione, nella zona del tronco encefalo, tra nuclei del nervo vago e nuclei di altri nervi cranici. 

Tale connessione va a formare un complesso che correla processi sistemici viscerali vegetativi a funzioni motorie somatiche. 

In particolare, il complesso ventro-vagale del nucleo ambiguo (filogeneticamente più evoluto) entra in connessione con i nuclei di quattro nervi cranici (trigemino, facciale, glossofaringeo e accessorio)

Inoltre, esso interviene nella espressione funzionale volontaria e involontaria dei muscoli facciali, della masticazione, della laringe e faringe, eccetera.  

In tale connessione, si attuerebbe allora un controllo diretto vagale su tali funzioni ed una riduzione del suo effetto modulante, assecondando una naturale gerarchia filogenetica.

 In questo modo, si avvia un processo di attivazione di vie ortosimpatiche normalmente in gioco nelle espressioni comportamentali di attacco-fuga tra le quali riconosciamo anche proprio la espressione del serramento-bruxismo. 

Relazioni funzionali sistemiche 

La emergenza della correlazione sistemica vago-trigeminale potrebbe modulare direttamente il riflesso neuro-muscolare inibitorio della occlusione la cui difettosa regolazione porta al serramento-bruxismo.  Da chi potrebbe essere regolata la espressione di questo riflesso?                                                                                                

Nella metodica QuEBA, valutando la pertinenza delle informazioni-segnale raccolte dalla via vagale, viene data molta importanza al microbiota intestinale comprendente batteri, virus, funghi, lieviti e parassiti. 

Tramite test specifici, si è potuto evidenziare che una discrepanza tra il controllo batterico e una proliferazione di parassiti (in particolare di ossiuri), soprattutto nei bambini, apparirebbe in grado di agevolare uno stress comportamentale che, attraverso la via vago-trigeminale, induce la dis-regolazione del riflesso neuro-muscolare inibitorio.  

Suggerimenti di approccio

Nel sistema uomo l’ambiente EBA nutre, attiva e accompagna costantemente la evoluzione progettuale e i relativi stati comportamentali adattativi del sistema stesso.                                                                                                                              Sarà una rimodulazione della simbiosi sinergica delle informazioni-segnale EBA a poter avviare una modificazione di tali stati comportamentali dell’intero sistema.

Pertanto, riconsiderando la dinamica posturale occlusale come espressione comportamentale che va ad esaltare le proprie manifestazioni in un ambiente sistemico, potrà risultare utile, prima di ogni intervento riabilitativo, interpretare e modificare l’ambiente EBA, ottimizzando così una coerenza comportamentale adattativa del sistema intero. 

In questo approccio preliminare è opportuno affiancare una indagine elettromiografica (Teethan) di alcuni muscoli masticatori per oggettivare la iniziale condizione abituale della dinamica occlusale. 

A questa prima analisi seguirà, subito dopo la rimodulazione della sinergia EBA sistemica, una nuova valutazione nella quale si evidenzierà la emergenza di una variazione dinamica occlusale. 

A ragionevole distanza di tempo dal trattamento riabilitativo, o nelle fasi del suo sviluppo, può essere indicata una ulteriore rivalutazione elettromiografica con verifica del mantenimento della dinamica occlusale precedentemente riorganizzata.                                                                         

Bibliografia 

  • ELEMENTI DI GNATOLOGIA di Franco Noveri –  1982 ed. Edi-ermes                                                       
  • OCCLUSIONE NEURO-MIO-POSTURALE di Luigi Balercia – 1995 ed. Futura                             
  • ORTOPOSTURODONZIA di Michel Clauzade e Jean-Pierre Marty – 1998 ed. Marrapese                                                                   
  • DENTI & SALUTE di Michel Montaud –  2009 ed. Terra Nuova                                                                                                          
  • CONCEPT OSTEOPATHIQUE DE L’OCCLUSION di M.A. Clauzade e B. Darraillans – 1989 ed. S.E.O.O.                                                 
  • FISIOLOGIA ENERGETICA – CLINICA ENERGETICA    di Ruggero Dujany –  2001 ed. Tecniche nuove                                        
  • MENTE E CELLULE di John E. Upledger –  2010 ed. BioGuida Edizioni                                                                                                      PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA di Francesco Bottaccioli – 2003 Red Edizioni                                                      
  • LA TEORIA POLIVAGALE di Stephen W. Porges –  2014 ed. Giovanni Fioriti                                                                                  
  • MICROBIOTA INTESTINALE di Luciano Lozio –  2011 ed. Tecniche nuove                                                                                 
  • I SENTIERI EVOLUTIVI DELLA COMPLESSITA’ BIOLOGICA NELL’OPERA DI S.A. KAUFMANN di Mirko Di Bernardo – 2011 ed. Mimesis         

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